Intaglio e Intarsio

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La Legni Antichi è specializzata nella realizzazione di Cornici semplici, Cornici con Intagli stampati in pasta di legno e di Cornici Intagliate a Mano.

INTAGLIO

Esistono diversi tipi di intaglio, che sono i seguenti:

INCISIONE: – Si effettua su di un pezzo di legno il disegno prescelto, e si scalfisce con i vari tipi di stracantone e tasseli disponibili seguendo la linea del disegno precedentemente eseguito

ALTO RILIEVO: – Tracciato il disegno, eliminiamo molto del legno in eccesso ai lati della figura, in modo da far risaltare quest’ultima

BASSO RILIEVO: – Tracciato il disegno, togliamo poco del legno in eccesso ai lati della figura, in modo da farla risaltare

TUTTOTONDO: – Questo tipo di intaglio è molto diverso rispetto a quest’ultimi precedentemente descritti; scegliamo un oggetto da riprodurre (statuine etc..) e lo intagliamo per tutto il suo perimetro

CHAMPLEVE’: – Lo Champleve’ è un tipo di intaglio molto simile al basso rilievo; disegnato ciò che vogliamo riprodurre eliminiamo il legno in eccesso facendo così risaltare il disegno. La differenza con il basso rilievo, è che in quest’ultimo, dopo aver tolto il legno in eccesso possiamo anche rittocare o modificare la figura da noi precedentemente disegnata, invece per quanto concerne lo champlevè, dopo aver eliminato il legno in eccesso, la figura resta così.
SGORBIE

Le sgorbie più diffuse e usate nell’intaglio si dividono in quattro tipi:

Sgorbie Piatte

Sgorbie Semipiatte

– Tasseli

Stracantoni

TARSIA A FORO E CONTRO FORO

E’ la tecnica più usata anche ai nostri giorni e permette di realizzare qualsiasi disegno servendosi, oltre che del legno, anche di altri materiali.Non si tratta di una tecnica semplice e richiede molta pazienza e una buona manualità. Con essa è possibile realizzare due o più disegni perfettamente identici nelle forme e nelle dimensioni, ma con essenze differenti: usando solo due fogli di impiallacciatura si otterranno Due figure uguali, una in negativo e l’altra in positivo.

LA REALIZZAZIONE DELLA TARSIA A FORO E CONTRO FORO.

Si preparano i materiali necessari: fogli di impiallacciatura, un seghetto a traforo, scotch, carta, matita, chiodi molto piccoli, bisturi e colla.
Si realizza il pacchetto ( insieme dei fogli di impiallacciatura che verranno bloccati tra due strati di compensato, che permetteranno di tagliare le essenze senza romperle), lo si blocca con chiodini molto sottili posizionati su tutto il perimetro.
Si incolla una delle due copie del disegno sul compensato servendosi del martello, si buca la superficie lungo tutto il contorno del disegno con un chiodo grosso almeno quanto la lama del seghetto, che potrà entrare nei fori, lasciando intatto lo sfondo del lavoro.
Si comincia ad intagliare partendo dall’interno del disegno e si procede verso l’esterno, facilitando così il lavoro. Se il seghetto scorre con difficoltà si deve strofinarne la lama con della cera di candela.
Il taglio con il seghetto a traforo va eseguito in modo perfettamente perpendicolare al piano del pacchetto per ottenere un taglio preciso il più possibile ed il minor numero di imperfezioni tra un materiale e l’altro.
Ogni qualvolta una tessera si stacca dal pacchetto, la si impacchetta con dello scotch carta, per bloccarne gli strati ed evitare che vadano persi; sullo scotch di ogni pacchetto si scrive un numero che si riporta sulla copia del disegno.
Terminato il lavoro di intaglio si apre il pacchetto e se ne estraggono le essenze. Per dare maggior risalto alla composizione si giocherà sul differente colore delle essenze ma si potranno ottenere anche delle ombreggiature, immergendo le tessere nella sabbia rovente e tenendovele più o meno a lungo a seconda dell’intensità del colore desiderato.
Terminata la ricomposizione si blocca il tutto con dello scotch in modo da non perdere i pezzi.
Bloccate le tessere per incollare l’intarsio su una tavoletta di legno lo si fissa alla struttura con delle strisce di scotch; poi, con della colla di ossa, vi si fa aderire un foglio di giornale che lo ricopra completamente.
Quando il giornale è asciutto si stacca lo scotch che lo lega alla tavoletta e si spalma la colla di ossa sia sull’intarsio che sulla tavoletta e li si unisce esercitando una forte pressione e battendo con la martellina, per eliminare le bolle d’aria che si formano tra i due strati. Il tutto verrà pressato o sotto pressa o con delle morse.
Seccata la colla si passa sull’intarsio una spugna inzuppata di acqua calda.
Stuccate le eventuali fessure si procede alla lucidatura.

ESSENZE LEGNOSE USATE NELL’INTARSIO

Le essenze legnose prevalentemente usate per la realizzazione degli intarsi sono:

ABETE: tenero, di colore bianco con venature rossastre e di struttura grossolana:
ACERO: legno chiaro con svecchiatura madreperlacea, di colore bianco tendente al rossiccio, rosato o bianco giallino; le radici presentano marezzature apprezzate per il loro effetto decorativo.
CILIEGIO : compatto, rossiccio, facilmente attaccabile dai tarli e dall’umidità.
ROVERE : molto duro ma facilmente lavorabile, si presenta bruno con larghe venature. L’andamento delle fibre più diritto e regolare presenta meno nodi.
CASTAGNO: non molto duro ma di ottima resistenza, di colore bianco giallastro con venature più scure e svecchiature che lo rendono simile a legno di rovere.
NOCE: di due tipi, noce nazionale e noce Tanganika. Il primo a colore bruno più o meno chiaro, in rapporto all’età della pianta. Il secondo ha delle venature di colore più scuro ad andamento parallelo oppure ondulato, di colore rossiccio. Entrambi poco resistenti agli xilofagi.
MOGANO: legno duro di colorazione rossastra, tende a scurirsi con l’esposizione all’aria, ma resiste bene alle variazioni di temperatura ed umidità ed è inattaccabile dai tarli.
PALISSANDRO: legno esotico di cui esistono due varietà. Quello indiano, di colore rosso
Violaceo molto pregiato, usato per lavori di alta ebanisteria. Il palissandro Rio è di colore più scuro ed è immune dagli attacchi degli xilofagi.
EBANO: legno molto duro e compatto di colore nero, a volte con striature marroni. Difficilmente attaccabile dagli xilofagi.

COME TINTEGGIARE IL LEGNO

La tinteggiatura del legno si può eseguire in due modi, ad immersione e a pennello.
TINTEGGIATURA AD IMMERSIONE

Questo procedimento assicura grande uniformità di colore che viene applicato su interi fogli di impiallacciatura prima del taglio.
Immerso nel bagno di colore il legno infatti assorbe completamente la tinta.
E’ necessario però procedere preventivamente ad alcuni controlli verificando che:
il colore della tinta preparata sia proprio quello della tinta desidera. A tale scopo si procede con delle prove su pezzettini di legno, onde evitare di rovinare l’intero foglio; che sia della giusta misura per evitare che, se troppo largo, si possa arrotolare una volta bagnato.

TINTEGGIATURA A PENNELLO

E’ una tecnica che permette di mettere in opera il legno, incollandolo, levigandolo a dovere e ritoccandolo nelle varie fasi del restauro con il colore più adatto. Presenta però delle controindicazioni perché il colore, spennellato sulla superficie, non viene assorbito in profondità e con il tempo invecchierà in modo diverso da quello tinto per immersione.

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